chi siamo

Gabbo, de omini



de omìni...


- ti ho tradita per le braccia ad ore notturne di morfeo
per morire ancora nell'inconsistente amore
che non è reale
che non è realtà
sfoglio tra le mani un'altra sporca vanità.
la realtà non fa male, sai?
a me ha fatto più male il sogno.
sai?
io ombra di un altro essere
io
stolta ipocondria di un male perverso
io
cado
e mi faccio avvolgere dalla spirale del sogno senza sonno
mi fa male ma non riesco a resistere
sono
impaurito.
mi prende.
io
posso
morire.
mi hai fatto scoprire tutte le mie debolezze
e non riesco a pensarlo come in male,
anche se mi siedo e mi fa così incazzare.
il tuo alito è vipera
mi lecca e mi ammala,
vorrei tenerlo stretto a me e respirarlo
come la cosa a me più cara.
perchè non riesco a tenerlo con me?
perchè corro e arriva prima il sogno del sonno?
vorrei tenerti con me
tu
mia ragazza reale.
la realtà può uccidermi
il sogno no.
ma non lo puoi scegliere.
io
preferisco
scegliere.
tu sei la cosa a me più cara.
io sono debole
impaurito. -
mattia scriveva sulla macchina da scrivere. chiudeva le finestre quando aveva freddo. scriveva e non pensava a se stesso, lasciava che il tutto scorresse senza intoppi, come in un sogno. difficilmente aveva freddo con le finestre aperte.
- non voglio sentirti vuota
non un'altra vanità -

ora mattia è sul divano.
un boccone amaro sulla lingua, restio tra i denti. viscido sul palato. sapore salato sgorga dalla sua pancia e gli macchia di rosso le mani e i polpastrelli. la vista è sfocata e non c'è bisogno di una fotogafia immobile da riguardare bene per capire quello che succede.
piano.
tutto scorre
piano.
non abbastanza per non ripensare a tutte le frasi sbagliate della sua vita.
e il suo sorriso è ciò che lo accompagnerà anche in questo viaggio.
e gli mancherà.
ora non pensa neanche più alla sua vita che ora non riesce a trattenere. come il fumo si insinua in qualcosa che non è lui, perchè le sue mani non sono grandi abbastanza per raggiungersi.

...grazie che mi guardi anche ora e non sei in grado di fare niente. io sarò rovina per te, pietra per rimpianti e voglia di dimenticare.
la luce è fuoco ora, sai? mi brucia nello stomaco come il sapere che non ti rivedrò più.
anche ora che sei davanti a me, non ti vedo più. e non ricordo già la tua ultima espressione.
non ho avuto neanche il tempo per dimenticarmi. e ho dimenticato il tuo viso.
ma non piangere, ti prego,
tu
idrofoba
non piangere
perchè se piangi puoi morire.
non sento più la tua mano.
non posso scaldartela.
vedi? oggi è più fredda la mia.
mi dispiace, davvero.
e non lo saprai mai, perchè non mi esce una parola...

l'ultimo sapore rosso, salato, paurosamente amaro muore nell'ultimo fremito delle sue labbra.
ma non gli è uscita neanche una parola.

... stupido che il mio ultimo fremito non sia stato per te, vero?
io che ti ho amata...

l'ultimo spasmo di vita distese il corpo già morto di mattia.
lei è reale.
la realtà può uccidere,
non il sogno.
arianna piange, le mani sporche di sangue.
non riuscirà a perdonarsi per quel gesto di rabbia e compassione.
piange. tanto dovrà morire comunque.
le impronte sul coltello da macellaio
mentre un cancro le divora il cervello.

...non puoi morire
se non riesci a scegliere.
pensi sia un bene?...