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IL TEATRO DELL'ASSURDO

Samuel Beckett

Nato nel 1906 a Dublino, dove trascorre l'infanzia, nel 1928 Beckett si trasferisce per la prima volta a Parigi, dove comincia a interessarsi attivamente alla letteratura: frequenta i circoli letterari in cui conosce James Joyce, che gli fa da maestro.

Pochi anni dopo vince il primo premio letterario consistente in dieci sterline per un poema intitolato Whoroscope, che tratta della transitorietà della vita. Comincia contemporaneamente uno studio su Proust, giungendo alla conclusione che la routine, l'abitudine, "non è che il cancro del tempo"; è ciò che gli serviva per dare un'ulteriore svolta alla sua vita.

Lascia Parigi e comincia a viaggiare senza meta per l'Europa.

Attraversa l'Irlanda, la Francia, l'Inghilterra e la Germania, componendo versi ma anche storie brevi. In questo periodo legge assiduamente, visita gallerie d'arte, non di meno evita gli eccessi Infine decide di trasferirsi definitivamente a Parigi, cosa che porta a compimento nel 1937.

Nel periodo fra il 45 e il 50 compone varie opere, tra cui le novelle Malloy, Malone muore, L'innominabile, Mercier et Camier, due libri di storie brevi e le prime opere teatrali, quelle per cui è universalmente conosciuto.

E' proprio in questi anni infatti che scrive Aspettando Godot, forse l'opera più nota e più studiata del Teatro dell'assurdo.

L'opera narra l'attesa di Vladimir ed Estragon, due viandanti che si trovano in un luogo indefinito (sappiamo soltanto che accanto a loro c'è un salice piangente, simbolo di tutto e di niente....) ad aspettare un certo Godot, che dovrebbe offrirgli un lavoro. Della vicenda non sappiamo nient'altro: dove hanno conosciuto quest'uomo? Da dove vengono i due personaggi e soprattutto da quanto aspettano? Del resto non lo sanno neanche loro, che si trovano a rivivere le stesse situazioni, gli stessi dialoghi, gesti, all'infinito, senza potere darsi risposte neppure alle domande più ovvie.

Al '57 invece risale la prima rappresentazione di Finale di partita a Londra.

Tutti i lavori di Beckett sono estremamente innovativi, si separano completamente da quella che è la forma tradizionale del dramma, sia per quello che riguarda lo stile, sia per i temi: per quanto riguarda questi ultimi il punto di unione fra le opere è la solitudine dell'uomo moderno che si trova ad affrontare la perdita di dio in una condizione di rassegnazione, potenza e ignoranza incolmabili, e senza avere assolutamente modo di comunicare con qualcuno.

Lo stile che usa è basato su frasi secche, scarne, adatte soprattutto al dialogo. Le descrizioni di personaggi o ambienti sono ridotte all'essenziale, condite spesso da citazioni e da uno spiccato senso dell'umorismo.

Samuel Beckett è stato il primo "scrittore dell'assurdo" ad ottenere fama internazionale, arrivando anche a vincere nel '69 il premio Nobel per la letteratura grazie a Aspettando Godot.

Ha continuato a scrivere fino alla sua morte, avvenuta il 22 dicembre dell'89.