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Il teatro non è solo in teatro.

Esiste un teatro fatto di palco, di sipario, di buio, di silenzio, dove gli attori parlano a spettatori che sono lì per ascoltare, per accogliere e raccogliere, quello al quale siamo abituati comunemente a pensare.
Esiste poi un teatro altro, dove non c'è sipario, non c'è buio, a volte non c'è palco nè silenzio, dove attori e spettatori condividono, mescolano, interagiscono.
E questo scambio dà origine a qualcosa che ogni volta è nuovo e diverso, spesso sorprendentemente teatrale.
Qui non servono copioni nè parti da studiare; azioni e reazioni si susseguono, nascono a seconda di ciò che succede lì intorno, le domande che arrivano, le risposte che si cercano.
Per raccontare con un altro linguaggio un evento complesso, per mettere in scena una storia reale, per far vivere dei documenti, per non usare solo forme pompose da convegno.


E quindi facciamo Teatro Interattivo. Interazione.
Di questa parola abbiamo fatto un altro pezzo del nostro mestiere. Ovunque abbia un senso, per noi e per chi ce lo chiede.
Mettere a disposizione competenze teatrali fuori dai teatri. La voce, la faccia, le smorfie, il corpo, i costumi, il gruppo.
Teatro civile che trasforma luoghi qualsiasi in palcoscenici improvvisati e situazioni formali in momenti di sperimentazione. Ironici, didattici, evocativi, spesso molto allegri, o semplicemente valorizzanti con sfumature aggiunte.

Presentazioni di libri, lettura teatralizzata di documenti, rendere dei convegni meno convegni.
Animazione di favole, rievocazione di storie, di aneddoti.
Giornate formative per immergere gruppi in una simulazione, una situazione altra; per trasferire i partecipanti in un contesto di sperimentazione mediata, dove i ruoli si mescolano e si alternano, le maschere si mettono e si tolgono, i blocchi si riconoscono e si infrangono.
Laboratori teatrali su dinamiche di gruppo, dove il teatro è un mezzo di conoscenza di sè, di lavoro per riconoscere e identificare maschere e meccanismi con cui ci relazioniamo al mondo e agli altri, mettere in scena il personaggio che abitualmente recito per fargli fare esperienza attraverso situazioni in cui ancora non si è trovato, riuscire a liberarsi da un trucco antico e atavico, ereditato e mai modificato, potendo scegliere di cambiare la maschera, l'atteggiamento, le abitudini calcificate.

E anche il teatro come momento ludico, sorprendente, stravolgente.
Abbiamo battezzato bambini con beneauguranti riti pop, festeggiato promesse spose con messinscene scanzonate, effettuato incursioni teatrali con smorfie da saltimbanchi e canzoni.

Interattivo.
Legato al contesto e al momento, ma imprevisto e colorato.